Uno studio di Yale scopre che la taurina agisce come freno interno all'infiammazione legata all'età
I ricercatori scoprono che le cellule immunitarie rilasciano l'amminoacido quando rilevano minacce, alimentando l'infiammazione cronica.
Di Letizia Giugliano
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Gli scienziati della Yale School of Medicine hanno scoperto come la taurina regola le reazioni immunitarie durante l'invecchiamento, rivelando che l'amminoacido previene dannose cascate infiammatorie. L'innovazione biologica, pubblicata sulla rivista Cell, dimostra che le cellule immunitarie rilasciano taurina quando sono attivate dai patogeni, rimuovendo un vincolo cruciale all'infiammazione cellulare.
I macrofagi rilasciano taurina durante la risposta al pericolo
Il sistema immunitario innato costituisce la prima linea di difesa dell'organismo contro i patogeni, avviando rapide risposte infiammatorie. Con l'invecchiamento dei tessuti, questo meccanismo di difesa diventa meno preciso, portando a un'infiammazione cronica di basso grado nota come inflammaging. Secondo una ricerca riportata da New Atlas, un team della Yale School of Medicine ha studiato come le cellule immunitarie rilevano le minacce senza possedere recettori specifici per ogni segnale di pericolo.
I ricercatori hanno coltivato i macrofagi, i globuli bianchi specializzati che isolano e distruggono le minacce cellulari, esponendoli a tossine batteriche. Al rilevamento dei segnali di pericolo, all'interno delle cellule si è assemblata una struttura molecolare chiamata infiammasoma NLRP3. Durante questo assemblaggio, i macrofagi hanno rilasciato fino all'80% delle loro riserve interne di taurina nello spazio circostante. Quando i ricercatori hanno reintrodotto la taurina nelle cellule, l'infiammazione a valle normalmente causata da NLRP3 è stata efficacemente bloccata.
«Ora sappiamo che la taurina consente la percezione immunitaria ed è uno dei freni all'interno delle cellule che tiene sotto controllo l'infiammasoma»
— Vishwa Deep Dixit, direttore dello Yale Center for Research on Aging
I livelli nel siero aumentano negli anziani
Indagini precedenti del 2023 avevano collegato la taurina a un invecchiamento sano nei modelli animali, mentre studi sulla restrizione calorica fino a 12 mesi avevano mostrato livelli più elevati di taurina insieme a un'infiammazione ridotta. Per misurare come l'invecchiamento umano altera questa molecola, il team di Yale ha analizzato campioni di siero di adulti di età compresa tra 20 e 40 anni, confrontandoli con individui di età compresa tra 60 e 99 anni.
La taurina sierica non è diminuita nei donatori più anziani come accade a molti composti metabolici. Al contrario, i livelli sistemici sono aumentati con l'età. L'autore senior Vishwa Deep Dixit, direttore dello Yale Center for Research on Aging, ha osservato che l'aumento della taurina circolante riflette probabilmente il tentativo dell'organismo di contrastare risposte immunitarie iperattive, poiché i macrofagi più anziani rilasciano continuamente la loro riserva interna. Quando il team ha ridotto i livelli di taurina nei macrofagi dei topi, l'infiammazione da NLRP3 è aumentata anche negli animali giovani.
Puntare sulla ritenzione cellulare per lo sviluppo terapeutico
Poiché la taurina non diminuisce nel sangue con l'età, aumentare semplicemente l'apporto alimentare attraverso cibi come frutti di mare, alghe o carni scure difficilmente risolverà l'inflammaging. Il problema centrale risiede nella ritenzione cellulare, non in una carenza nutrizionale. Lo studio, pubblicato su Cell, indica che trattenere la taurina all'interno della cellula mantiene applicati i freni molecolari all'infiammasoma.
Trasformare questa scoperta in terapie cliniche pratiche costituisce la fase successiva del lavoro. Sviluppare metodi molecolari che impediscano ai macrofagi di rilasciare taurina rappresenta una potenziale invenzione terapeutica per le malattie infiammatorie croniche. Dixit e i suoi colleghi intendono indagare perché le cellule immunitarie che invecchiano perdono la capacità di trattenere l'amminoacido e tracciare dove la taurina rilasciata viaggia nei tessuti periferici, gettando le basi per una futura trasferimento tecnologico verso le pipeline di sviluppo farmaceutico.
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