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PolyU di Hong Kong sviluppa un biomarcatore MRI per prevedere la risposta ai farmaci nel cancro al seno

Il Tumour Heterogeneity Index valuta in modo non invasivo la risposta dei pazienti agli inibitori AKT prima dell'intervento chirurgico

Di Letizia Giugliano
3 min di letturaHuman-Edited, AI-Assisted

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PolyU di Hong Kong sviluppa un biomarcatore MRI per prevedere la risposta ai farmaci nel cancro al seno
Photo: National Cancer Institute / Unsplash

I ricercatori della The Hong Kong Polytechnic University hanno presentato un'innovazione medica in grado di prevedere come le pazienti con cancro al seno risponderanno alla terapia mirata prima dell'inizio del trattamento. Utilizzando tecniche avanzate di radiomica su scansioni di risonanza magnetica di routine, il team ha sviluppato un biomarcatore di imaging chiamato Tumour Heterogeneity Index. Il metodo identifica le pazienti che probabilmente risponderanno agli inibitori AKT, risparmiando alle altre trattamenti inefficaci ed effetti collaterali tossici.

Leggere la complessità del tumore attraverso i dati della risonanza magnetica

Due tumori al cancro al seno di dimensioni uguali spesso si comportano in modo diverso quando vengono trattati con farmaci mirati. Per individuare queste differenze prima dell'intervento chirurgico, un team guidato da Cai Jing, responsabile del Department of Health Technology and Informatics della The Hong Kong Polytechnic University (PolyU), si è avvalso della risonanza magnetica dinamica con mezzo di contrasto (DCE-MRI). La tecnica di imaging è già utilizzata nella pratica clinica per la diagnosi e la pianificazione chirurgica, come riportato da MedicalXpress.

Lavorando con il Dr. Teng Xinzhi, professore assistente di ricerca alla PolyU, il team ha elaborato i dati di imaging con algoritmi avanzati di radiomica. La metrica risultante, il Tumour Heterogeneity Index (THI), rileva variazioni strutturali all'interno del tumore che restano invisibili a un normale esame umano. Questa innovazione diagnostica consente ai medici di esaminare le cellule immunitarie e l'ambiente vascolare che circonda la lesione senza ricorrere a una procedura invasiva.

«Il THI è più di uno strumento di analisi di imaging. Quantifica la complessità della struttura interna di un tumore, trasformando una valutazione che tradizionalmente si basava sull'esperienza in un approccio oggettivo e guidato dai dati.»

— Cai Jing, professore ordinario di fisica medica e oncologia intelligente alla PolyU

Prevedere la risposta all'inibizione di AKT nei sottotipi difficili

La ricerca si è concentrata su pazienti con cancro al seno in fase iniziale ad alto rischio trattate con l'inibitore sperimentale di AKT MK2206, aggiunto alla chemioterapia neoadiuvante prima dell'intervento chirurgico. La via di segnalazione AKT/mTOR/PI3K favorisce la sopravvivenza e la crescita del tumore. Sebbene MK2206 avesse già aumentato i tassi di risposta nel I-SPY2 clinical trial, le sue prestazioni complessive variavano tra i sottotipi aggressivi come il cancro al seno con recettori ormonali negativi, HER2-negativo e triplo negativo, secondo MedicalXpress.

Nello studio pubblicato sulla rivista Breast Cancer Research, le pazienti con un punteggio THI elevato hanno raggiunto un tasso stimato di risposta patologica completa del 56,1%. Tale valore è risultato significativamente superiore al tasso di risposta registrato tra le pazienti con valori bassi dell'indice. Il biomarcatore ha inoltre mostrato una forte capacità predittiva nei casi triplo negativi, un sottotipo aggressivo che in genere risponde male ai trattamenti standard.

Un'alternativa non invasiva alle biopsie tissutali e ai test genetici

La valutazione convenzionale si basa su test di immunoistochimica e biopsie tissutali. Queste procedure campionano solo una piccola porzione del tumore, creando il rischio di errori di campionamento dovuti a differenze nella sede della biopsia. Al contrario, l'indice THI analizza l'intera massa tumorale a partire da scansioni di imaging standard, come documentato da MedicalXpress.

I ricercatori della PolyU hanno verificato la ripetibilità e la riproducibilità del loro metodo di imaging su diverse macchine di scansione e strutture sanitarie. Cai ha osservato che l'invenzione non invasiva potrebbe ridurre la dipendenza dal costoso sequenziamento genetico nella pratica clinica di routine, aiutando i team medici a determinare prima, nel corso della terapia, il rischio delle pazienti e la resistenza ai farmaci.

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