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MIT e Thea Energy testano un magnete superconduttore piatto per la fusione stellarator

La bobina planare a grandezza naturale è progettata per sostituire i complessi magneti tridimensionali nei reattori commerciali previsti per il 2035.

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MIT e Thea Energy testano un magnete superconduttore piatto per la fusione stellarator
Photo: B S / Unsplash

La startup dell'energia da fusione Thea Energy ha unito le forze con il Massachusetts Institute of Technology per testare un magnete superconduttore a grandezza naturale destinato al suo stellarator di nuova generazione. Le prove condotte presso il MIT valutano se una bobina planare ad anello sia in grado di resistere ai campi magnetici e alle sollecitazioni meccaniche di una centrale elettrica commerciale.

Test sui magneti planari sotto le sollecitazioni di una centrale elettrica

La collaborazione tra la startup clean-tech Thea Energy e il Plasma Science and Fusion Center del MIT si concentra sulla valutazione di una bobina planare ad anello a pieno campo e a piena forza costruita per lo stellarator Eos, come riportato da Interesting Engineering. Questa innovazione tecnologica fa leva sulle strutture criogeniche del MIT e sulla sua ricerca sui magneti superconduttori ad alta temperatura. I ricercatori misureranno la resilienza elettrica e meccanica della bobina in condizioni che simulano il funzionamento a regime, sviluppando al contempo modelli prestazionali predittivi per valutarne l'affidabilità a lungo termine.

Sostituire le complesse bobine 3D con una geometria piatta

Gli stellarator confinano il plasma surriscaldato all'interno di gabbie magnetiche per generare reazioni di fusione senza richiedere correnti elettriche interne. I progetti tradizionali di stellarator dipendono da bobine tridimensionali ritorte, notoriamente complesse e costose da fabbricare. Il progetto dello stellarator Eos sostituisce tali intricate bobine con 12 bobine ad anello e circa 300 magneti di sagomatura programmabili, secondo quanto riferito da Interesting Engineering. Le bobine ad anello creano il campo di confinamento primario, mentre i magneti modulari di sagomatura regolano i campi locali e possono essere sostituiti singolarmente durante la manutenzione ordinaria, segnando un'invenzione pionieristica nell'ingegneria dei reattori.

Dallo spin-off universitario all'impianto pilota Helios

L'azienda nata a Princeton ha già prodotto e convalidato su scala reale le bobine di sagomatura più piccole, lasciando il magnete ad anello come prossimo componente critico da verificare. Nata nel 2022 come spin-off della Princeton University e del Princeton Plasma Physics Laboratory, Thea Energy punta a realizzare un impianto commerciale a fusione entro il 2035, sostenuta da una crescente tutela brevettuale e da un prezioso patrimonio di proprietà intellettuale. I dati raccolti dai test al MIT guideranno anche la progettazione di Helios, un successivo concept di reattore a fusione commerciale che condivide la stessa architettura a magneti planari, come documentato da Interesting Engineering e segnalato nelle recenti notizie sui brevetti.

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