Una pipeline autonoma di OpenAI scopre 948 vulnerabilità nel kernel Linux
Il sistema automatizzato ha generato exploit root funzionanti e scoperto dieci tecniche di sicurezza finora non documentate.
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Un sistema automatizzato di ricerca sulla cybersecurity sviluppato da OpenAI ha individuato 948 distinte vulnerabilità di escalation dei privilegi locali nel kernel Linux durante un test di metà ottobre 2026. Il progetto ha impiegato un modello non ancora rilasciato, guidato dall'intelligenza artificiale, per verificare il codice sorgente, confermare i difetti su macchine virtuali e redigere possibili correzioni del software.
Cinque fasi dall'audit del codice alla patch
La campagna di ricerca si è basata su una pipeline automatizzata in cinque fasi, progettata per individuare, dimostrare e riparare i bug del software senza intervento umano continuo. Come riportato da Interesting Engineering, agenti esploratori specializzati hanno iniziato verificando le aree sensibili alla sicurezza del kernel Linux, restringendo il campo a 5.034 obiettivi che comprendono circa 2,8 milioni di righe di codice, ovvero circa il 7 per cento dell'intera base di codice.
Gli agenti analisti hanno poi ispezionato quei segmenti e prodotto 2.308 risultati candidati in 12 ore. Per eliminare i falsi positivi, il sistema ha trasferito ogni caso sospetto su macchine virtuali isolate per i test dinamici, convalidando 1.724 vulnerabilità nell'arco di 30 ore. Gli agenti addetti allo sviluppo di exploit hanno poi costruito 1.169 exploit funzionanti di escalation dei privilegi locali insieme a 291 proof of concept di fuga di informazioni, che l'analisi delle varianti ha ridotto a 948 bug unici. I ricercatori umani hanno esaminato le patch candidate prima di condividerle con i manutentori del sistema.
Dieci metodi di attacco finora non documentati
Oltre a individuare classi di errori già note, la pipeline ha generato tecniche che gli specialisti umani di sicurezza non avevano mai registrato. Analizzando un campione di 166 exploit generati, i ricercatori hanno trovato 10 tecniche di sfruttamento finora non documentate, secondo Interesting Engineering.
Esperti indipendenti di sfruttamento del kernel consultati durante la valutazione hanno confermato che questi meccanismi erano nuovi. I metodi includevano modi distinti per collocare oggetti nelle cache di memoria del kernel, approcci per aumentare l'affidabilità degli exploit e manipolazioni data-only che ottengono l'escalation dei privilegi senza iniettare codice estraneo. Questo passo avanti nel machine learning dimostra come i sistemi autonomi possano ragionare attraverso barriere di difesa software a più fasi.
Costi dell'audit ed economia dei bug bounty
L'intero audit di ottobre ha richiesto 1,21 milioni di dollari in crediti API, pari a circa 1.279 dollari per ogni vulnerabilità di escalation dei privilegi confermata. Questa innovazione tecnica riflette un forte aumento delle capacità rispetto a una prova precedente condotta a luglio 2026, quando una configurazione di agenti basata su GPT-5.6 Sol aveva individuato 166 difetti con una spesa complessiva di 513.690 dollari, nonostante il successivo irrobustimento del kernel.
OpenAI ha confrontato le 948 vulnerabilità con i premi storicamente pagati in competizioni commerciali come Pwn2Own e TyphoonPWN, come riportato da Interesting Engineering. Il confronto teorico ha prodotto un valore di bounty di mercato stimato tra 18,9 milioni e 66,3 milioni di dollari, pari da 16 a 55 volte il costo computazionale della pipeline automatizzata. Gli sviluppatori hanno inviato centinaia di segnalazioni e patch candidate alla comunità del kernel Linux nell'ambito del programma Patch the Planet per correggere i difetti rimanenti.
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